I quadri di totò Mirabile PDF Stampa E-mail
Scritto da salvatore   
Mercoledì 29 Settembre 2010 06:17

 

I quadri di Totò Mirabile - 1o Novembre 2002

Sono un pittore autodidatta e la passione per il disegno ce l'ho fin dalla nascita

Inizialmente ho appreso le tecniche pittoriche da alcuni libri di pittura che possiedo e, così, piano piano, sono riuscito ad imparare a dipingere, capendo quanto fosse difficile. 

Fin da giovanissimo mi sono appassionato alla pittura, infatti, durante le vacanze estive, considerate le modeste risorse economiche che mi passavano i miei genitori, mi vedevo costretto a lavorare con mio cugino Peppino Caldarera, il quale di mestiere faceva l’imbianchino. 

All’epoca, superato il periodo di imbiancare le pareti interne delle case con latte di calce bianca, a volte azzuolata, il lavoro di “ Pitturi “ consisteva nel dipingere le pareti delle stanze con la “ Cementite”, una sorta di pittura che veniva preparata con la cosiddetta “colla mattolina”. 

Si scioglieva in acqua la colla, che sembrava bambagia, e si otteneva un miscuglio vischioso che andava scolato con un colino fino a farlo diventare fluido. 

Dopodiché, si allungava con acqua fino ad ottenere un miscuglio adatto a pitturare le pareti. 

A tale miscuglio si potevano aggiungere delle gocce di colore, a seconda della tinta che si voleva fare. 

Era un lavoraccio e meno male che, dopo un po’ di tempo, inventarono il “ducotone”, che sostituì definitivamente la cementite. 

Naturalmente si pitturavano anche le porte interne con lo smalto e le porte e finestre esterne con vernice ad olio.

In alcune case gentilizie, nel soffitto delle stanze e nei sopraporta interni, c’erano degli affreschi, che necessitavano di essere restaurati, riproducendo, talvolta,   parti mancanti. 

Mio cugino mi propose di fare questo lavoro perché naturalmente era più leggero, diceva lui, considerato che io ero uno studente e non ero abituato alla fatica.

Io ci ho provato ed il lavoro è venuto bene, tanto da ricevere i complimenti dal proprietario di una casa in cui eravamo intervenuti, un certo don Camillo, impiegato del Comune.

Questa fu la prima esperienza, ma ne seguirono tante altre, fino a quando diventai collaboratore del valente pittore Peppino Lombardi, che di mestiere faceva anche lui l’imbianchino.

Questi aveva bisogno di un lavorante che sapesse bene dipingere le porte interne con la vernice a smalto.

Dipingere con la vernice ad olio era facile, ma dipingere con quella a smalto era difficile e non tutti ne conoscevano la tecnica di come stenderla col pennello.

Modestamente, tutti  dicevano che io lo sapessi fare molto bene, visti i risultati ottenuti, e, così, diventai collaboratore del grande Peppino Lombardi.

Diventammo subito amici, anche se già ci conoscevamo, e, dopo il lavoro, sempre d’estate, lo andavo a trovare nel suo studio, dove dipingeva i suoi quadri, cosicché appresi da lui alcune tecniche di pittura.

Peppino era ed è un grande pittore, tanto che io l’ho chiamato sempre Maestro.

Di questo grande Maestro della pittura ho osservato molto attentamente le opere e la tecnica che adoperava, riscontrando una particolare originalità nei suoi meravigliosi dipinti.

Non so se definirmi pittore, però ci sono dei pittori che, dopo una peripezia estetica preliminare, trovano loro stessi e si identificano con un segno, un geroglifico, una immagine, una linea, che li consegna alla memoria degli uomini e, più propriamente, alla storia dell’arte.

Ciò è accaduto anche a me e, finalmente, dopo tanti tentativi, mi vennero in mente le opere pittoriche di tanti artisti, ma restai particolarmente colpito dai colli vertiginosi delle donne di Modigliani.

Cosicché, mi sono messo allo specchio del mio inconscio e ne congelai le pulsioni in una formula espressiva, cessando di essere sperimentale e di appartenere alla schiera dei vagabondi del pennello, che continuano imperterriti a cercare un proprio genere estetico, spesso ineffabile.

Non mi sembra proprio che io faccia parte di questo gruppo di avventurieri a riposo, perché, anche se io ho inseguito attraverso gli anni un mio geroglifico virtuale, non ho mai deciso di averlo trovato e non l’ho mai fatto mio.

Benché non sia un artista sperimentale nel senso dei pittori informali, o cinetici, del nostro tempo, resto, se si sa vedere al di là delle apparenze, uno sperimentatore irriducibile, ospite di un perpetuo laboratorio dell'arte.

Se è vero che molti dei miei quadri, i ritratti di donna, sembrano riecheggiare lungamente gli uni negli altri, è necessario prestare maggiore attenzione, guardare al di là degli stessi, perché l'evidenza è spesso fuorviante.

Ogni ritratto rimanda a una qualche peripezia stilistica del tutto nuova, che mi è congeniale, o a delle citazioni perigliose, come quando alludo a Modigliani, colli a parte, nell'ovale un po' anamorfico dei volti.

Si tratta, però, sempre di esche visive, le vorrei chiamar così, che si spengono sul nascere, spiazzate da una espressività del tutto mia, da un progetto pittorico derivante dall’ispirazione personale del momento.

C’è un particolare comune a tutti i miei quadri, e cioè, l’aver voluto rappresentare i soggetti dipinti con gli occhi neri, per dire che oggi occorrono tutti e due gli occhi per guardare dentro noi stessi; questo particolare mi differenzia dal Modigliani, che ha dipinto occhi piccoli, uno di un colore diverso dall'altro, uno nero che guarda dentro di sé e uno azzurro che guarda il mondo.

Egli ha uno stile tutto suo, molto originale e personale, che riflette gli eventi che hanno caratterizzato la sua vita.

Modigliani ha uno stile che è l'unico del periodo in cui è vissuto: volti allungati e collo lungo.

Versifica in pittura, scrive versi col pennello, e la sua metrica non è fatta di accenti, ma di colori.

Alcuni mi hanno definito un poeta che dipinge, anche se  scrivere realmente è la mia vera passione.

 Vorrei passare dalla tela alla pietra, dalla pietra al metallo, per lasciare nelle opere la mia inquietudine d'artista, inquietudine di cercare e cercarsi, che ho già sottolineato come mio peculiare stile di vita, tradotto perpetuamente in arte.

E' anche vero, però, che mi sono visto spesso cercatore insonne di tesori di bellezza e ho scovato in me stesso un archetipo che m'accompagna attraverso gli anni, angelo ausiliatore, sempre meravigliosamente congruente.

Alcuni  vogliono riportarmi sulle tinte piatte e segnate di Modigliani.

 Voglio chiamare in causa queste mie opere, con cui ho voluto evidenziare che occorre andare oltre le apparenze:

MODI’ ALLO SPECCHIO  Olio su tela  ( cm. 30 x cm.40) 

La coppia di Modì trasformata da me dando le spalle allo specchio rifiuta il passare del tempo;

All’improvviso, nelle mie opere, le coppie si dividono e vengono rappresentate insolite figure di uomini solitari.

L’uomo in lotta con la tentazione spesso decide di stare solo e si apparta, si chiude in se stesso e diventa solitario:

L’INTELLIGENTE - Olio su tela  ( cm. 30 x cm. 40)

L’uomo intelligente non sprecherà mai il tempo perché sa ciò che disse il saggio: “Il tempo fugge e non si arresta un’ora”.

L’uomo delle mie opere ad un certo punto non è più solitario e sperimenta la compagnia:

GIOCATORI DI BOCCE - Olio su tela  ( cm. 50 x cm. 70)

Due ragazzi giocano a bocce concentrandosi sulla loro azione senza tener conto del tempo.

Questi uomini aspettano, come Adamo, che giunga la loro Eva. Ecco allora che nelle mie opere appare la donna:

DONNA PELATA - Olio su tela  ( cm. 40 x cm. 40)

 La donna extraterreste chissà quanto tempo ha impiegato per arrivare tra le bruttezze di quei nuovi palazzi di Città

Anche nei  quadri con più soggetti e gruppi si trova lo stesso filo conduttore:

GRUPPO DI FAMIGLIA - Olio su tela  ( cm. 40 x cm.60)

Procreare è un attimo ma ci  vuole tempo per crescere una nuova vita. 

Ancora nelle quattro stagioni si riscontra lo stesso filo conduttore “il tempo” scandito in quattro periodi così rappresentati:

LA PRIMAVERA  -  Olio su tela  ( cm. 30 x cm. 40)

 Una donna volge le spalle ai mostruosi grattacieli, frutto delle correnti di pensiero del tempo moderno, che si elevano in un cielo azzurro primaverile.

I ritratti trasmettono lo stesso messaggio, cioè il tempo, però i essi sono di persone vere, persone che non fanno parte della mia fantasia, ed il trascorrere delle stagioni 

da costoro viene vissuto realmente con gli occhi aperti per vedere bene la realtà ed osservarla così come si presenta senza osare di camuffarla.

RITRATTO DI MIO PADRE - Olio su tela  ( cm. 40 x cm. 60)

Il genitore ritratto con i capelli e la barba bianca  svolge un solitario con le carte da gioco cercando di  far passare il tempo.

In tutto questo dipingere il tema dominante è la malinconia che il trascorrere del tempo lascia negli individui fino a che hanno la barba bianca.

I VECCHI - Olio su tela  ( cm. 40 x cm.60)

 Due anziani amici con la barba bianca e bastone si avviano lentamente alla loro meta.

O con la consapevolezza del tempo passato che porta a intraprendere un nuovo viaggio che apre nuovi orizzonti.

LA PARTENZA - Olio su tela  ( cm. 40 x cm.60)

Una donna con valigia in mano intraprende un nuovo viaggio per raggiungere nuovi orizzonti dove il tempo non è necessario.

Avere svolto questo tema attraverso la pittura non è stato facile a causa di impegni lavorativi, di famiglia e di salute.

Pertanto, il lavoro è stato svolto nei ritagli di tempo e quando si manifestava l’ispirazione.

L’ispirazione, infatti, non è una cosa che si tira dal cassetto, essa arriva all’improvviso o meno che te lo aspetti.

Quando viene non si deve rischiare di perderla e anche se non si è forniti di tele, colori  e pennelli occorre conservare l’immagine nella mente, oppure prendendo appunti facendo degli schizzi o descriverne l’immagine per poi elaborarla realizzando al più presto l’opera.

Oggi tutto ciò è facile, perché tutti possediamo un cellulare con il dispositivo foto incorporata.

Basta scattare una foto e l’immagine che si vuole trasformare in pittura é bella e conservata.

Comunque, io sono del parere che un’opera d’arte vera nasce da una ispirazione che va tradotta istantaneamente per sconfinare dall'universo della pittura in quello della poesia.

Totò Mirabile

Ultimo aggiornamento Mercoledì 29 Settembre 2010 07:02
 

Attivita Toto Mirabile




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